Immaginate di dover navigare bendati, basandovi solo su istruzioni sussurrate e spesso errate. Per anni, i bot hanno esplorato il web così, attraverso lo scraping del DOM. Una pratica costosa e frustrante, dove un semplice spostamento di un tasto poteva paralizzare un’intera automazione. Con WebMCP, finalmente, il web smette di essere un ostacolo e diventa un collaboratore.
Con l’introduzione di WebMCP (Web Model Context Protocol), Google e la comunità del W3C stanno gettando le basi per un nuovo standard: un protocollo che permette ai siti web di “esporre” le proprie funzioni direttamente all’AI. Non più pixel e codice disordinato, ma un set di API pulite e strutturate.
Il problema: il “muro” del DOM
Fino a ieri, un agente AI che visitava un sito di viaggi doveva “leggere” l’intero codice HTML per trovare il pulsante “Prenota”. Questo approccio presenta tre criticità insostenibili:
- Fragilità: Se il designer sposta il pulsante o cambia una classe
div, l’agente AI si perde. - Latenza e Costi: Inviare il DOM o screenshot a un modello linguistico (LLM) consuma migliaia di token, rendendo l’operazione lenta e costosa.
- Insicurezza: Gli agenti spesso operano in “background”, rendendo difficile per l’utente monitorare cosa stiano effettivamente cliccando.
La soluzione: WebMCP e la registrazione dei tool
WebMCP trasforma radicalmente questo paradigma. Invece di costringere l’AI a interpretare il caos visivo, il sito web comunica al browser: “Ecco gli strumenti (tool) che metto a disposizione dell’assistente”.
Utilizzando nuove API come navigator.modelContext.registerTool, uno sviluppatore può definire funzioni specifiche (es. search_product, add_to_cart) con schemi JSON rigorosi. L’agente AI non deve più “indovinare” come interagire; riceve un menu di opzioni pronte all’uso.
L’innovazione nel codice: WebMCP permette persino di trasformare i classici form HTML in tool per l’AI semplicemente aggiungendo nuovi attributi. Un modulo di contatto diventa istantaneamente una funzione chiamabile da un agente intelligente.
Perché WebMCP è un game changer per il business
1. Affidabilità di livello enterprise
Dimenticate le riparazioni d’emergenza agli script di automazione. Con WebMCP si crea un “contratto” tra sito e AI. Finché la definizione del tool resta invariata, l’agente continuerà a funzionare perfettamente, indipendentemente dal restyling grafico del sito.
2. Efficienza dei token (e del portafoglio)
Comunicare tramite dati strutturati riduce il volume di informazioni scambiate con i modelli AI. Questo si traduce in un risparmio che può arrivare al 90% dei costi di inferenza, permettendo alle aziende di scalare l’uso di agenti AI senza far esplodere il budget.
3. Sicurezza “Human-in-the-Loop”
A differenza dei bot tradizionali che agiscono in modo invisibile, WebMCP opera nel contesto del browser dell’utente.
- Trasparenza: Il browser può segnalare visivamente quando un tool è attivo tramite nuovi stati CSS (come
:tool-form-active). - Autorizzazione: Le azioni critiche (come un pagamento) possono richiedere una conferma esplicita dell’utente nel browser, eliminando il rischio di acquisti non voluti fatti dall’AI.
Lo stato dell’arte: come iniziare
WebMCP non è più solo una proposta teorica. È attualmente un W3C Community Group Draft ed è già disponibile per la sperimentazione in Chrome (dalla versione 146+).
Per i CTO e i Lead Developer, il messaggio è chiaro: il Web sta diventando una piattaforma per agenti. Chi esporrà per primo i propri servizi tramite WebMCP non solo offrirà un’esperienza utente superiore, ma diventerà il partner preferito dei grandi ecosistemi di assistenti AI (come quelli di Google, Anthropic o OpenAI).
Conclusioni
Siamo di fronte al “momento API” dell’intera rete. Se negli ultimi dieci anni il successo di un’azienda è dipeso dalla qualità della sua interfaccia umana (UI), nei prossimi dieci dipenderà dalla qualità della sua interfaccia per agenti.
WebMCP è la chiave per smettere di combattere contro il DOM e iniziare a collaborare con l’intelligenza artificiale. È ora di trasformare il vostro sito web in un set di strumenti pronti per il futuro.